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Claudio Ardagna: "Imprese e PA, costruire una cultura dei processi basata sui Big Data"

Claudio Ardagna, docente di Informatica dell’Università Statale di Milano, è stato nominato direttore del Laboratorio Nazionale Big Data del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica (CINI), costituito da 47 Università pubbliche e  principale punto di riferimento della ricerca accademica nazionale nei settori dell’Informatica e dell’Information Technology.

Un importante incarico per il prof. Ardagna, ricercatore,  in uno dei campi, quello dell’attività e dei processi di raccolta e analisi dei dati, che “hanno assunto un ruolo sempre più centrale per lo sviluppo e l’erogazione di servizi a valore aggiunto”, spiega Ardagna. La missione del Laboratorio nazionale Big Data del CINI è quella di comprendere e gestire al meglio questa rivoluzione centrata sui dati, offrendo “un’organizzazione che sia in grado di gestire queste sfide sia dal punto di vista scientifico che applicativo al fine di accompagnare il sistema paese in una transizione verso un futuro più moderno che è condizione necessaria per il successo del paese stesso. Molte sfide attendono il Paese come indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e Piano Nazionale della Ricerca (PNR); il Laboratorio – aggiunge Ardagna - ha l’obiettivo di diventare parte attiva operando come hub nazionale per lo sviluppo di attività di ricerca innovative e punto centrale di fornitura di competenze, metodologie, tecnologie e tool per Big Data e data science”.

Nei numeri la dimensione sempre più rilevante che i Big Data stanno assumendo a livello globale: secondo la International Data Corporation (IDC) , infatti, entro il 2025, la quantità di dati creati nel mondo raggiungerà i 163 zettabyte (1 miliardo di terabyte), trascinata dalla crescita inarrestabile dell’Internet of Things, dell’Edge Computing e delle reti 5G/6G. 

In un contesto competitivo segnato da un mercato globale, la capacità di successo per molte aziende passa dall’abilità di trattare e analizzare i dati in maniera corretta e tempestiva aprendo le porte alla cosidetta data-driven economy. In questo senso, la capacità di gestire e analizzare grandi quantità di dati e l’abilità di garantire accesso a bassa latenza ai dati stessi diventano perciò requisiti sempre più critici e al centro dei moderni processi di business.
La data science come fondamento della società basata su Big Data – riflette ancora il prof. Ardagna - ha il ruolo di sviluppare e definire tutte le tecnologie necessarie a supportare la costruzione di artefatti basati su dati in ambiti multidisciplinari e a complessità crescente. Essa ha come obiettivo primario quello di costituire una cultura dei dati, dove sia nell’azienda che nella pubblica amministrazione i dati siano posti al centro dei progetti di crescita, espansione e gestione dei processi”.

Claudio Ardagna, autore di oltre 150 articoli e pubblicazioni scientifiche, è co-inventore del brevetto europeo "Method, System, Network and Computer Program Product for Positioning in a Mobile Communications Network" , responsabile dell'unità dell'Università degli studi di Milano per i progetti H2020 IMPETUS e H2020 ADMIRE; inoltre ha preso parte al progetto H2020 CONCORDIA, uno dei 4 progetti pilota per lo European Cybersecurity Competence Network e partecipa al progetto TOREADOR, tra i più rilevanti progetti ICT europei rivolti allo sviluppo dei Big Data.

Da la Statale news

23 settembre 2021
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